Come sono nate tutte le torte americane che vi fanno impazzire

Brownie, Apple Pie, Cheesecake. Ne avrete mangiate a bizzeffe, ma vi siete mai chiesti come sono nate? Chi ha avuto il lampo di genio? 12oz vi racconta una piccola  , una piccola storiella sui dolci americani più mangiati e famosi nel mondo!

 

Dolci americani tipici, i nostri preferiti!

Qualcuno ha detto dolce?

Non prendiamoci in giro, ogni momento è buono per coccolarsi con un dessert, meglio ancora se fa parte dei famosissimi dolci americani per cui tutti andiamo pazzi.

Donuts, brownie, cheesecake, ormai sono entrate nella cucina italiana a pieno titolo come dolci più amati e non c’è nessuno che possa farvi cambiare idea: li scegliete a colazione, a merenda, nel dopo cena dolce, insomma sempre.

Nessuno può separarvi dai vostri dolci, e noi di 12oz lo sappiamo bene. Ma sapete come sono nati? Chi ha inventato la cheesecake? Chi ha infornato i primi brownie?

Scopriamo insieme l’origine dei dolci americani più famosi!

 

Brownie, dalle fiere di paese alle pasticcerie

La parola brownie iniziò a comparire in America alla fine del XIX secolo ma era riferita a qualcosa di ben diverso da quello che vi potreste aspettare, infatti su alcune riviste di cucina del tempo erano citate le Brown Dinners, cene a base di cibo di colore marrone nelle quali venivano serviti dei piatti chiamati Brownies: si trattava dei funghi fritti in padella.

A quei tempi avevano grande notorietà anche altri brownie, i famosissimi gnomi con le orecchie a punta creati dalla geniale mente dell'illustratore canadese dal nome Palmer Cox, divenuti così famosi da essere presenti in ogni fiera e in ogni festa organizzata a Chicago.

Brownies 12oz

Un’altra leggenda (dello stesso periodo storico) legata ai brownie è quella che coinvolge Bertha Palmer, ricca femminista e filantropa, che chiese allo chef del suo hotel, Palmer Hotel, di preparare qualcosa che potesse soddisfare i suoi ospiti durante uno dei suoi consueti party e potesse essere mangiato anche con una piccola forchetta. Il suo chef creò una torta al cioccolato così ricca che non aveva bisogno di essere glassata, praticamente l’antenato dei brownie che tutti noi conosciamo.

 

Dovremo aspettare ancora qualche anno, precisamente il 1904, per la prima pubblicazione ufficiale della ricetta dei brownie sul Lowell Sun, una rivista di cucina in voga al tempo. Ancora oggi utilizziamo quella ricetta con lo stesso identico rapporto tra gli ingredienti.

 

Avete mai provato i brownie di 12oz? Che aspettate?

 

Cheesecake: una storia legata a doppio filo con la Pennsylvania

La storia della cheesecake è una storia particolare, legata a uno dei suoi ingredienti principali: il formaggio che ne compone la farcitura.

In molti fanno risalire l’origine della Cheesecake all’Antica Grecia, ma in realtà non è propriamente corretto perchè le torte fatte nell'Atene dei filosofi e in secoli successivi erano a base di formaggio cagliato (granuloso). La verità è che la prima cheesecake, come oggi noi la intendiamo, nasce dall'idea di Eliza Leslie (esperta di gastronomia di Philadelphia) di sostituire il formaggio granuloso cagliato con della crema di formaggio locale per creare una Cream Cheese Pudding, una sorta di crema al formaggio leggermente cotta racchiusa nella pasta frolla.

 

Pian piano, dal 1800, i formaggi e la cultura casearia della Pennsylvania, di Philadelphia soprattutto, iniziarono a conquistare New York, tutti impazzivano per il formaggio cremoso che i casari newyorkesi non riuscivano a riprodurre nemmeno lontanamente, pur impegnandosi e ricorrendo a complicati stratagemmi.

 

Intanto, grazie all’arrivo di questi formaggi da Philadelphia e alla diffusione della cultura casearia di alta qualità, la produzione delle torte al formaggio aumentò, fino alla pubblicazione della prima ricetta ufficiale della Cheesecake nel 1910, molto prima che Arnold Reuben affermasse di essere lui stesso il creatore del famoso dolce.

 

Fu solo negli anni ’30 che la ricetta arrivò allo stato attuale quando il New York Post pubblicò una ricetta in cui la classica frolla che avvolgeva il formaggio fu sostituita da Zwieback sbriciolati (una sorta di pane biscottato europeo).

 

Apple Pie: che America sarebbe senza?

Quando si pensa all’America, si pensa a montagne di Apple Pie calde e fragranti.

Apple Pie 12oz

Il particolare più noto della Apple Pie è la doppia crosta e il ripieno all’interno. Questa tipologia di torte è tipicamente inglese e risale all’epoca medievale. Il primo a chiarire la differenza tra le classiche torte inglesi e quelle americane fu Jessup Whitehead, nel 1889, nella sua enciclopedia culinaria: le torte inglesi sono sempre “incastrate” tra due sfoglie, preferibilmente salate, e sono servite per lo più molto calde; le torte americane, invece, sono caratterizzate da un ripieno dolce e soffice, con un unico strato di sfoglia o crosta sotto lo stesso ripieno e sono servite fredde.

 

In verità l’Apple Pie americana deve tutto il suo clamore all’Inghilterra e alle sue ricette, ma anche alla Francia per la sfoglia. La cui ricetta ricca di burro, modificata da Sarah Hale a fine 1800, prevedeva di lavorare il burro diviso in cubetti così da rendere l'impasto più morbido e modellabile invece di stendere il burro tra uno strato di pasta e l'altro come facevano fino ad allora. Piano piano la ricetta della Hale fu presa e migliorata nei libri di ricette americani, fino a giungere a quella che oggi è l’Apple Pie che tutti amiamo.

 

Leggera, fragrante e dolce, le 3 parole d’ordine dell’Apple Pie di 12oz!

Dopo questo piccolo viaggio nella storia dei dolci americani, che ne dite di un buon Coffee Breeze per rinfrescarvi e un dolce americano targato 12oz che non guasta mai?